04/03/19
La Passiflora: inizia la quaresima!
Questo splendido fiore chiamato generalmente il fiore della Passione del Signore è di una bellezza infinita. Nel nostro giardino avevamo lunghe siepi con queste piante per lo più attaccate alla recinzione metallica del pollaio dove crescevano tantissimo creando zone d'ombra durante l'estate di cui principalmente ne usufruivano le galline ma soprattutto riempiendosi di bocci pronti a sbocciare dopo la Pasqua, in tempo utile per quando nelle parrocchie vicine preparavano i tappetti fioriti lungo le strade e i parrocchiani venivano a richiederci questi fiori per adornare i loro lavori che sarebbero serviti per la processione del Santissimo Sacramento nel giorno del Corpus Domini. Erano molto richiesti per i loro colori e per la loro resistenza...in frigorifero e lungo la strada dove venivano messi. Oggi mi fa molto pensare questo fiore: la passione che ciascuno di noi vive nella sua vita o che vede vivere nella sua famiglia per una malattia, per un lutto improvviso, per un qualsiasi dramma economico o morale che si abbatte improvvisamente nelle nostra quotidianità non è mai una cosa bella da vedere e sopratutto da vivere e il più delle volte ci lascia schiacciati dal dolore, tanto da farci dire a volte anche a chi pensa di fidarsi di Dio o di avere una fede sconfinata in Lui: perché? Ci si sente davvero abbandonati a volte, il silenzio profondo e la solitudine che sentiamo nel cuore ci toglie la forza di godere della bellezza, che nonostante tutto, è presente intorno a noi e non è mai facile...lodare e ringraziare! Ma forse è in questi momenti che più che mai sentiamo che la quaresima non è un periodo dell'anno che la liturgia ci fa vivere in un certo periodo dell'anno, ma solo un aspetto del nostro esistere che per fortuna ci prepara alla resurrezione. Chiunque tu sia che per caso o per voglia leggi queste righe, ti chiedo: sosteniamoci a vicenda !Ciao!
28/02/19
Chiudere non sopprimere!
Alcuni anni fa, un uragano aveva messo in terra il nostro giardino e il nostro bosco: alberi secolari in pochi minuti, durante la notte, erano venuti giù come birilli lasciando nei nostri occhi e nel nostro cuore una sensazione di distruzione e di morte, incredule e sgomente per quanto era successo e per quanto rimaneva a pezzi davanti al nostro monastero, rimasto illeso insieme a noi, per puro dono di Dio. Non fu facile guardare per giorni e giorni quello spettacolo. Ma una certezza nasceva dentro di noi: non saremo andate via lasciando in quelle condizioni quell'angolo di paradiso che per più di 60 anni aveva custodito la nostra vocazione e quella di tante nostre sorelle. Con l'aiuto di tanta gente che ci amava e che amava questo luogo, in pochi mesi di nuovo tutto tornò in ordine e di nuovo il silenzio della natura continuava il suo corso e la gioia nel nostro cuore e la gratitudine scandivano i nostri giorni perché potevamo ancora contemplarlo e ringraziare il Signore per ogni istante che ci concedeva ancora di vivere tra quelle mura.
Poi un uragano inevitabile e ben più triste perchè definitivo ha cominciato a farsi strada nella nostra vita: diverse sorelle, una dopo l'altra, hanno raggiunto la Casa del Padre. In pochi anni siamo rimaste in tre! I Superiori, le nostre leggi e anche il buonsenso ci hanno fatto capire che l'unica strada possibile da percorrere era quella della Soppressione del Monastero. Brutta, bruttissima parola, che non vorresti mai pronunciare nemmeno per un fiore secco figuriamoci per una realtà così grande e bella come è quella della Vita Consacrata Contemplativa! Ma è l'unica parola che la Chiesa ufficiale usa per dire in poche righe che dal tal giorno x quel monastero ha finito di essere un monastero e non esiste più!
Ma è questa davvero la parola più significativa per dichiarare la fine di una vita? Sono passati tre mesi da quando le mie due sorelle ed io abbiamo lasciato la spazio fisico del nostro monastero, ma nel nostro cuore e nella nostra mente nulla sarà mai soppresso ma oggi più che mai è vivo e cammina con noi e dentro di noi.
26/02/19
Fuori dalle mura!
Sono passati 4 anni ed eccomi ormai fuori dalle mura del mio monastero.
Quelle che si vedono in foto sono le mura della città che mi accoglie ancora finchè non sarà conclusa definitivamente questa SOPPRESSIONE (come viene chiamata da un linguaggio ecclesiale e civile) una vita che ha visto vivere e morire decine di suore chiamate dal Signore per tantissimi anni a lodare e contemplare e ricercare la bellezza del suo Amore per noi.
Non mi piace piangere su qualcosa che ormai non ho più perché inevitabilmente nella nostra vita nulla è definitivo e tutto finisce prima o poi e quindi anche un monastero chiude e diventa qualcos'altro. Ma mi piace ricominciare sempre, mi piace continuare a raccontare la vita, mi piace continuare a condividere quello che ora è un essere " fuori " ma che resta ancora più "dentro" nel desiderio, nella sofferenza, nel sogno, nella speranza e sopratutto nella fiducia di essere e restare nelle Sue Mani in qualunque luogo o in qualunque stato io sia.
Per questo ricomincerò a scrivere. Ora ho tanto tempo per farlo! Ma questo tempo che vivo non resterà solo tra le mura di questa stanza che oggi mi accoglie. Uscirà da questo spazio che ho iniziato ad abitare tanti anni fa e che avevo un po' messo da parte ma che non ho mai dimenticato.
27/12/15
E' passato tanto tempo da quando ho interrotto i mie post su questo blog. La ragione fu dettata dal fatto di aver aperto un nuovo blog, quello della mia comunità, con la speranza di renderlo più creativo e comunicativo di una realtà più ampia, quella della nostra vita. Ma non è stato così. Col passare degli anni, questa realtà è andata via via sempre più assottigliandosi, sia perché il Signore ha chiamato in paradiso diverse mie consorelle, sia perché la mancanza di vocazioni e il trasferimento di altre sorelle in altri monasteri, ha ulteriormente accelerato un processo di soppressione che è ormai alle porte. Dopo 60 anni di presenza in un piccolo paese della Lucchesia, la vita del nostro monastero giunge al termine. E noi ultime monache restanti ci trasferiremo in altre comunità dove continueremo la nostra vita monastica. E così forse entro il 2016 il monastero chiuderà come realtà monastica ma chissà, forse potrà aprire ancora le porte ad un luogo e uno spazio di silenzio e di attenzione alla dimensione spirituale dell'uomo magari sotto una forma diversa da quella vissuta da noi fino ad oggi. Per questo occorre pregare tantissimo affinché lo Spirito Santo guidi le operazioni non facili di un cambio di gestione che non sono riducibili a semplici offerte di compravendita di immobili ma che tengono conto del delicatissimo servizio che fino ad oggi il monastero ha svolto.
Nonostante la sofferenza nostra e di tantissime persone che ci hanno sempre amato ed apprezzato per il nostro servizio orante, capiamo che oggi conservare delle grandi strutture per un piccolo numero di persone sapendo quanto il nostro stesso Papa Francesco inviti tutta la chiesa e particolarmente gli ordini religiosi a vivere un dimensione più semplice e sobria della propria vocazione, non sia più opportuno. Per questo, d'accordo con i nostri Superiori abbiamo preso questa decisione. Ma il Carmelo e la vita orante delle monache non finisce con un cambio di residenza delle sorelle! Personalmente non so ancora dove la mia vita continuerà, ma sono sicura che ovunque sarò il Signore mi darà la grazia e anche la gioia di perseverare nella vocazione alla quale mi ha chiamata da quasi 35 anni e sarà così anche per le mie consorelle. Per ora ho voluto dare una rinfrescata a questo spazio...cambiando il suo nome...con la certezza che nessuno potrà mai rubarmi la speranza di vedere un Alba Nuova sorgere ancora nella chiesa. Buon Natale e ...a presto ! Suor Maria Carmen
Nonostante la sofferenza nostra e di tantissime persone che ci hanno sempre amato ed apprezzato per il nostro servizio orante, capiamo che oggi conservare delle grandi strutture per un piccolo numero di persone sapendo quanto il nostro stesso Papa Francesco inviti tutta la chiesa e particolarmente gli ordini religiosi a vivere un dimensione più semplice e sobria della propria vocazione, non sia più opportuno. Per questo, d'accordo con i nostri Superiori abbiamo preso questa decisione. Ma il Carmelo e la vita orante delle monache non finisce con un cambio di residenza delle sorelle! Personalmente non so ancora dove la mia vita continuerà, ma sono sicura che ovunque sarò il Signore mi darà la grazia e anche la gioia di perseverare nella vocazione alla quale mi ha chiamata da quasi 35 anni e sarà così anche per le mie consorelle. Per ora ho voluto dare una rinfrescata a questo spazio...cambiando il suo nome...con la certezza che nessuno potrà mai rubarmi la speranza di vedere un Alba Nuova sorgere ancora nella chiesa. Buon Natale e ...a presto ! Suor Maria Carmen
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