10/07/20

Grazie VITA!

Quando mi avete dato la vita chissà come eravate belli! Non ho molte foto di voi che all'epoca avevate 37 e 34 anni rispettivamente. Credevamo tutti che sarei stata l'ultima dei vostri 5 figli ma dopo 9 anni mi avete spodestato dal seggiolino, come si suol dire e mi avete regalato ancora una sorellina. E' con lei, insieme a voi, che oggi, più che mai, ringrazio Dio per il dono della vita che mi avete e ci avete dato! " Quando il cielo contemplo e la luna e le stelle che accendi nell'alto, io mi chiedo davanti al creato: cosa è l'uomo perché lo ricordi? Cosa è mai questo figlio dell'uomo perché tu ne abbia cura?" (Salmo 8).

Fin dal primo mattino a te, o Padre, ci rivolgiamo, perché sei l'unico nostro sostegno: in te solo trova ristoro la nostra sete infinita. Guida i nostri passi con la luce della tua Verità fino a che potremo vedere in pienezza il Tuo Volto. (Padre Davide Maria Turoldo). Grazie VITA !

14/06/20

Corpus Domini; fare memoria!




«Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere» (Dt 8,2). 

Questa mattina Papa Francesco, nella sua omelia per questa solennità, ha messo in evidenza della cose così forti che ancora una volta mi fermo a rifletterci a voce alta. Su facebook questa mattina un giovane di San Colombano, ha pubblicato questa foto senza nessun commento! Il commento lo faccio io anche se forse un po' ampio. Fino allo scorso anno, questo Pertero veniva fatto con tanta gioia e tanto sacrificio nel viale del nostro monastero. 
Quest'anno, il Covid e non solo quello, non hanno permesso che si rinnovasse questa splendida tradizione, ma i giovani, si sa, non si fermano davanti a nulla, e almeno un segno lo hanno fatto nel loro oratorio. Un segno molto forte, che mette ai piedi del calice, un simbolo che non potrà mai più cancellarsi dalla nostra memoria.
<<È essenziale ricordare il bene ricevuto: senza farne memoria diventiamo estranei a noi stessi, “passanti” dell’esistenza; senza memoria ci sradichiamo dal terreno che ci nutre e ci lasciamo portare via come foglie dal vento. Fare memoria invece è riannodarsi ai legami più forti, è sentirsi parte di una storia, è respirare con un popolo. La memoria non è una cosa privata, è la via che ci unisce a Dio e agli altri. >> Papa Francesco

Quei simboli del Pertero 2020 non parlano del solo dramma che il mondo intero ha sofferto e nel quale continua a soffrire, ma parlano anche di dolori forti, molto recenti, che una comunità intera ha vissuto da poco e che ci fanno sentire parte di una stessa storia. Una storia che fa memoria di momenti belli, felici, vissuti insieme e momenti difficili, sofferti, di separazione e di distanza, ma che parlerà sempre dentro i nostri cuori attraverso quella stessa via che tutti ci unisce a Dio e agli altri, nella celebrazione di una Eucarestia che non è un semplice ricordo, ma è un fatto vivo e vero dove la morte e la resurrezione  di Gesù sono davanti a  noi, sono dentro di noi. 
 
Dopo la memoria del bene ricevuto che Israele tramanda al suo popolo, c'è il camino che si è fatto insieme da ricordare. E non sempre questo cammino è stato positivo; a volte ha lasciato dentro di noi tante ferite!
<Tanti hanno la memoria segnata da mancanze di affetto e da delusioni cocenti, ricevute da chi avrebbe dovuto dare amore e invece ha reso orfano il cuore. Si vorrebbe tornare indietro e cambiare il passato, ma non si può. > ci dice il Papa.  Ma celebrare ancora una volta questa solennità del Corpus Domini, mi apre ad una altra riflessione sempre sotto la provocazione forte dell'omelia di Francesco: cosa vogliamo tramandare a chi viene dopo di noi di questo cammino fatto?
<< Sempre avremo davanti agli occhi le nostre cadute, le fatiche, i problemi, della casa e del lavoro, i sogni non realizzati. Ma il loro peso non ci schiaccerà perché, più in profondità, c’è Gesù che ci incoraggia col suo amore. Ecco la forza dell’Eucaristia, che ci trasforma in portatori di Dio: portatori di gioia, non di negatività. Possiamo chiederci, noi che andiamo a Messa, che cosa portiamo al mondo? Le nostre tristezze, le nostre amarezze o la gioia del Signore? Facciamo la Comunione e poi andiamo avanti a lamentarci, a criticare e a piangerci addosso? Ma questo non migliora nulla, mentre la gioia del Signore cambia la vita.>>

La gioia che ho provato nel vedere questa semplice foto su FB  mi ha ricordato una volta di più, che la gioia del Signore cambia proprio la vita. ! A me l'ha cambiata tantissime volte e non ha ancora finito!

<<Il Signore, offrendosi a noi semplice come il pane, ci invita anche a non sprecare la vita inseguendo mille cose inutili che creano dipendenze e lasciano il vuoto dentro. L’Eucaristia spegne in noi la fame di cose e accende il desiderio di servire.>>


Questo è anche il mio sogno e il mio augurio per te, giovane di San Colombano, e per tutti i giovani, quelli che amo perchè li conosco e sono legati a me da una storia di amicizia o di parentela, ma anche per tutti i giovani del mondo che come me sanno che Cristo è vivo e cammina con noi. Buona domenica del Corpus Domini 2020!


 

10/05/20

Auguri Mamma!

La festa della mamma è sempre una festa che ci riempie di tenerezza: sono tante le mamme a cui voglio fare gli auguri. La prima, la mia, che dal cielo è e sarà sempre la mia mamma e che nessuno potrà mai togliere dal mio cuore e dal mio ricordo. E poi ci sono le altre, sorella, cognate, nipoti, chi lo è diventata da pochi mesi e ha già dimostrato immensamente quanto sia stata pronta a proteggere la sua splendida bimba. Ci sono le mie amiche, vicine e lontane, ci sono zie e cugine, ci sono mamme che piangono per i loro figli e mamme che oggi scoppiano di gioia perché la loro figlia sta tornando a casa sana e salva come lo è la mamma di Silvia Romano! E poi ci sono tante mie consorelle che hanno vissuto e vivono tutt'oggi una maternità bellissima e che solo Dio conosce! Ecco, so che l'elenco sarebbe ancora molto lungo ma la maternità più forte alla quale voglio dire grazie, un Grazie infinito, è quella di MARIA. Ad ognuna di queste mamme vorrei poter regalare un mazzo di fiori : lo farò solo con una, la più vicina, ma stringendo nel cuore e nella preghiera TUTTE. AUGURI MAMME E GRAZIE PER IL VOSTRO GENERARE E DARE LA VITA😘
L'immagine può contenere: fiore e pianta


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28/04/20

Slogan eterni e falsi!

Quando ho scritto sul mio diario che la frase :<< quando tutto sarà finito saremo tutti cambiati>> era uno slogan, non credevo che sarebbe stato molto vero, almeno non lo credevo per la comunità ecclesiale. Ma di quale fede e di quale culto stiamo parlando? Di quella Fede evangelica che ci dice chiaramente senza se e senza ma di dare a Cesare quello che è di Cesare e di dare a Dio quello che è di Dio? Di quella Fede che ci hanno trasmesso gli apostoli, dei dialoghi tra Pietro e Paolo nella sincera ricerca del vero bene per il popolo di Dio, della concordia e unanimità delle prime comunità cristiane o delle crociate? Della fede dei nostri genitori? Di quella stessa Chiesa che le porte degli inferi non potranno mai abbattere e che da 2000 anni guida sotto l'azione dello Spirito Santo i suoi figli attraversi pastori santi e illuminati che odorano del profumo del loro gregge, quel profumo che non è mai stato solo il profumo dell'incenso, ma quello della carità e del martirio, o stiamo parlando ancora una volta della chiesa fai da te, quella senza Papa, ne vescovi, ne preti, ne comunione e condivisione, della chiesa che continua a portare tra i banchi del culto le barricate contro i fratelli, uomini e donne e anziani e bambini, siano essi credenti o no, siano essi cristiani o mussulmani o ebrei o buddisti o di qualsiasi altra religione? Ciò che ci divide non saranno mai le leggi di un governo ma l'egoismo, l'orgoglio, la rivendicazione di diritti e mai dei doveri. Sono una carmelitana e sono figlia e sorella di una donna che si chiamava Teresa d'Avila e che è stata indicata al mondo intero come Dottore della Chiesa, che alla fine della sua vita ha detto una cosa, forse oggi non più di moda: Sono Figlia della Chiesa! E' finito da un pezzo il tempo delle contestazioni fine a se stesse, come è finito da un tempo il passivo silenzio di chi si lava le mani come Pilato davanti al dolore umano e all'ingiustizia. La contestazione, in qualsiasi ambito politico o religioso che sia, o ha lo sguardo rivolto al vero bene dell'uomo o distrugge i più deboli, i poveri, gli ultimi molto di più di quanto non facciano le bombe e le guerre. Così come il silenzio complice di chi non osa mai difendere la verità, la lealtà, la solidarietà, il rispetto, i diritti di ogni uomo, siano essi per il corpo o per lo spirito, uccidono la speranza di intere generazioni. Ma mai nessuno mi convincerà che la violenza, sia essa fisica o verbale, potrà restituire dignità e pace a chi soffre, a chi è nel dolore, sia esso umano che spirituale. Per questo non condivido chi oggi sta sfruttando i legittimi desideri di chi desidera con tutto il cuore che questa pandemia finisca e si ritorni ad una vita anche sacramentale e che manca come l'aria, per portare avanti divisioni o ribellioni che nulla hanno a che vedere con la nostra fede cristiana. Tutto il resto è noia...come direbbe qualcuno! Buona giornata!

14/04/20

09/04/20

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Voglio condividere alcune riflessioni di Papa Francesco rilasciate oggi in un intervista virtuale con un giornalista inglese unito ad un video che mi è stato inoltrato da un amico: oggi una nostra giovanissima consorella è andata a fare Pasqua in Paradiso dopo un banalissimo incidente domestico lasciando nello sgomento più forte la sua comunità e tutti coloro che la amano. Sono tante le domande che nascono nel cuore. A volte certe risposte mi arrivano in modo strano ma mi arrivano.

"Dobbiamo affrontare il restare a casa con tutta la nostra creatività. O ci deprimiamo, o ci alieniamo – per esempio, con mezzi di comunicazione che possono condurci a realtà di evasione dal momento presente –, oppure creiamo. In casa abbiamo bisogno di creatività apostolica, creatività purificata da tante cose inutili, ma con nostalgia di esprimere la fede in comunità e come popolo di Dio. Ovvero: una clausura forzata con nostalgia, a uscire dal nostro isolamento deve aiutarci quella memoria che produce nostalgia e provoca la speranza”.
“La creatività del cristiano deve manifestarsi nell’aprire orizzonti nuovi, nell’aprire finestre, nell’aprire trascendenza verso Dio e verso gli uomini, e deve ridimensionarsi in casa. Non è facile stare chiusi in casa. Mi viene in mente in un verso dell’Eneide che, nel contesto della sconfitta, dà il consiglio di non abbassare le braccia. Preparatevi a tempi migliori, perché in quel momento questo ci aiuterà ricordare le cose che sono successe ora. Abbiate cura di voi per un futuro che verrà. E quando questo futuro verrà, vi farà bene ricordare ciò che è accaduto”.
“Avere cura dell’ora, ma per il domani. Tutto questo con creatività. Una creatività semplice, che tutti i giorni inventa qualcosa. In famiglia non è difficile scoprirla. Ma non bisogna fuggire, cercare evasioni alienanti, che in questo momento non sono utili”.
“Le persone rese povere dalla crisi sono i defraudati di oggi che si aggiungono a tanti spogliati di sempre, uomini e donne che portano «spogliato» come stato civile. Hanno perduto tutto o stanno per perdere tutto. Che senso ha per me, oggi, questo perdere tutto alla luce del Vangelo? Entrare nel mondo degli «spogliati», capire che chi prima aveva adesso non ha più" Papa Francesco

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01/04/20

E dopo che faremo?


Ora che il primo mese è passato, ora che ci si illude o meglio… si spera che magari tra 15 giorni tutto questo finisca, la domanda più forte che senti dire è: cosa farai quando potrai uscire di nuovo? Lo so, sono una suora, sono credente, magari ho, che ne so’, un po’ di schemi fissi in testa, ma una cosa è certa: continuerò a fare quello che sto facendo ogni giorno, ringraziare Dio perché anche oggi mi sono svegliata, c’è il sole, i miei cari stanno bene almeno per quello che è possibile stare, così pure tanti amici, fratelli e sorelle sparsi nel mondo.  Solo che forse andrò a farlo in chiesa, parteciperò alla Messa…e anche se non sono proprio come mia madre o mia sorella, forse accenderò una candela alla Madonna ma di sicuro le porterò un mazzo di fiori! E continuerò a pregare! Il virus non mi ha certo messo né in quarantena con la preghiera né mi ha contagiato il cuore per cui, semplicemente, continuerò a vivere. Vivere! Mai come in questi mesi questa parola è esplosa nella vita di milioni di persone al mondo! Davanti a tanta morte, sommersi dalle immagini più dure che da tanti parti del mondo arrivavano in contemporanea, dalla corsa contro il tempo per salvare una vita che migliaia e migliaia di persone hanno fatto anche a costo di perdere la propria, come purtroppo è accaduto,  con una dedizione totale inimmaginabile prima, davanti ad un dolore così profondo e a un nemico così invisibile, l’unica parola che riuscivamo tutti a borbottare e a gridare nel silenzio più totale del nostro cuore era: vita! Ce la Faremo! A Far che? A ricominciare a vivere! A continuare a vivere! A volere la vita al di sopra di tutto. Ma quale vita?  Per carità, una vita in salute, una vita con un lavoro stabile, con il necessario per fare una vita dignitosa, serena, con i nostri affetti più cari, e che vuoi, con la possibilità di fare un periodo di vacanza (se per caso questi mesi non fossero stati sufficienti!) per godere, umanamente parlando, della bellezza della vita e del creato, mare, montagna o collina che sia. In questi giorni sento tante persone che dicono in pubblico e in privato: nulla sarà come prima! Noi non saremo più come prima! Tutto questo ci ha cambiati profondamente! Lo dicono i politici, lo dicono gli artisti, lo dicono gli uomini comuni, uomini di chiesa, lo dicono persino i bambini! Ma in questi giorni così tristi, gli italiani e tanti, tantissimi altri uomini e donne in tantissimi altri paesi del mondo, hanno dato il meglio di sé: hanno amato, hanno condiviso, hanno pianto insieme, hanno lottato uno accanto all’altro, non hanno guardato in faccia a niente e nessuno, né alla razza, al colore, al partito, alla religione, all’età, alla persona ricca o povera che fosse! Hanno visto solo l’uomo e la donna che avevano un unico diritto, uguale e identico al mio: vivere. E si sono sentiti uniti, si sono sentiti popolo, si sono messi a cantare e a ballare, ma soprattutto si sono decisi a sperare! A sperare in chi? In cosa? Nella scienza, certo, nella possibilità dell’uomo di poter vincere questa guerra. Ma hanno anche pregato, chi lo ha sempre fatto e chi magari non lo faceva da tanto tempo: perché nel cuore potevi solo avere una certezza: Dio può salvarti! Ci sono tanti modi per sentirsi salvati o per lo meno…guariti! Uno di questi è l’intelligenza che l’uomo ha per arrivare a sconfiggere il nemico, con un farmaco, con un vaccino, con una scelta politica ed economica, con uno stile di vita. Ecco, dopo, quando tra qualche mese tutto sarà finito o in via di soluzione, sarà ancora tutto come prima o sarà davvero un mondo nuovo? Io continuo a vivere…e a pregare perché il miracolo avvenga!  E nel frattempo…coltivo l’orto in casa! Buona giornata!

21/03/20

Di cosa moriro?


(non state a leggermi se sono troppo lunga... ma solo se avete più tempo da perdere in questo tempo di pausa forzata per tutti! )

Quando una giovane suora di soli 24 anni versava in gravi condizioni fisiche e stava per arrivare a quel giorno fatidico in cui sarebbe passata all'altra riva, le sue consorelle un po troppo curiose, sapendo che lei era una persona speciale, le chiesero in confidenza: " ma tu, di cosa morirai?" (Era malata di tubercolosi. ) E lei proprio perché era speciale diede la risposta più assolutamente normale che esista al mondo:" morirò di morte!" E ancora" Ma non sarà la morte a cercarmi bensì il buon Dio". E quando la morte per davvero bussa alla sua porta lei dice a chi le sta intorno che" non muoio. Io entro nella VITA"
Si chiamava Teresa del Bambin Gesù o Teresa di Lisieux come è più conosciuta.
In questi giorni così duri per tanti di noi, amici, familiari, conoscenti, sconosciuti, giovani o anziani, semplicemente italiani, europei o semplicemente abitanti di questo mondo, tutti abbiamo il terrore di combattere contro un nemico invisibile che attacca la nostra vita e purtroppo tante volte vince la battaglia e lascia nel dolore più duro tante famiglie. Anche se ...io sto a casa... come quasi tutti noi, mi capita ogni giorno di più di sentire persone piene d'angoscia, nel panico, con tanta difficoltà a vivere questa quotidianità anche quando, grazie a Dio, non si è positivi al coronavirus o peggio con familiari o persone care ricoverate in ospedale. E tutto sommato non è che io mi senta al di sopra di ogni sospetto, cioè non è che i miei pensieri siano sempre sopra le stelle del firmamento in un cielo spettacolarmente blu e pieno di sole! Ma anche quando l'orizzonte può in qualche modo nascondere i segni di speranza per mia fortuna mi viene incontro il patrimonio esistenziale di chi mi ha formato nei giorni della mia vita. Mi viene in mente mia madre e mi chiedo come avrebbe accolto e vissuto questi giorni se fossero stati i suoi e mi immagino che sarebbe stata h24 con il rosario in mano e con le candele accese davanti ai suoi innumerevoli santi in una supplica continua al Signore e alla Madonna. Mi vengono in mente tante persone che ho incontrato per 10 anni nei miei viaggi a Lourdes che anche se inchiodate da anni e anni sopra un letto o su una carrozzina hanno continuato a sperare grazie all'amore di chi viveva con loro e per loro, regalando a me e a tanti giovani molta più forza e gioia con i loro occhi e sorrisi di quanto si potesse anche lontanamente desiderare al mondo. Mi vengono in mente tanti miei amici sacerdoti, la maggioranza dei quali oggi sono davanti al volto di Dio, che, a differenza della esperienza di Celentano nella sua canzone "Azzurro" , un prete per chiacchierare l'ho trovato tante volte e hanno speso il loro tempo e la loro pazienza a sostenere la mia giovinezza e ad insegnarmi con la loro testimonianza ( che per grazia di Dio nella stragrande maggioranza dei casi è stata splendida, cristiana e umanamente arricchente!) i veri valori della vita; l'amicizia, la sincera donazione agli altri, la condivisione, gli ultimi e i poveri come compagni di viaggio, la libertà di spirito e la famiglia, quella originale e quella che mi è stata donata, e infine la scelta di fede responsabile e vitale. Penso ancora alla formazione ricevuta in monastero, alle tante sorelle e confratelli che il Signore mi ha dato per oltre 37 anni con la loro esperienza di vita personale e con quella comunitaria che abbiamo avuto la grazia di vivere insieme. Penso a tutto questo e a tanto altro e mi sento piena di vita, di vita altrui, di vita vissuta tra momenti molto dolorosi e gioie immense e impossibili da dimenticare. E allora mi dico; come morirò e di cosa morirò? Mi verrà un infarto, in ictus e passerò lunghi giorni in ospedale, avrò un incidente con la macchina o capiterà un terremoto e morirò sotto le macerie come tanti nostri fratelli che in questi ultimi anni hanno perso la vita mentre dormivano? Un malattia arriverà improvvisa e dovrò lottare anch'io contro il tempo per superare cure devastanti? O ancora più reale e purtroppo prevedibile ai nostri giorni: un attentato terroristico mentre in una giornata piena di sole hai solo il torto di essere al supermercato a fare la spesa o su un treno per raggiungere in un fine settimana la tua famiglia per passare un momento di festa con loro? Potrei continuare l'elenco all'infinito ma non cambierebbe il finale; morirò di morte! E allora perché questo benedetto virus mi deve togliere il respiro? No, non glielo permetterò! Voglio vivere e con l'aiuto di Dio, voglio entrare anch'io un giorno in quella stessa VITA che tanti altri nostri amici, fratelli e sorelle vivono già in pienezza. E tra questi ci sono oggi tutti quelli che in questi mesi, in Italia e altrove, hanno perso questa battaglia contro questo virus, ma che dal cielo di certo aiuteranno tutti noi a vincere la guerra contro la disperazione e l'angoscia e la paura. Buona domenica!


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19/03/20

Rimedi naturali contro i vari virus che possiamo incontrare nella vita.

Questa mattina, ascoltando la Santa Messa del Papa e ascoltando il suo invito all'adorazione, mi sono ricordata di quando facevamo l'adorazione eucaristica in monastero e alla fine, le nostre anziane ci dicevano: porta l'incenso che sta ancora bruciando nel turibolo nei corridoi e nelle celle perché l'incenso manda via i microbi! Confesso che ho sempre riso di questa credenza. Ma per farle contente, specie il giovedì santo, andavo in giro per la casa con il turibolo quasi a benedire simbolicamente anch'io la casa e noi stesse. Oggi mi sono ricordata di tutto questo e siccome in casa ho un bel pacchetto di incenso che ho portato con me dal monastero, ho acceso l'incenso e sono andata a profumare questo piccolo eremo con il cuore rivolto a Dio nella preghiera per tutti coloro che stanno lottando contro questa drammatica pandemia.
Ma ho anche cercato su internet se questa tradizione delle mie consorelle anziane era in qualche modo convalidato scientificamente e con mia sorpresa ho trovato tanti riscontri in merito: https://www.macrolibrarsi.it/speciali/incenso-benzoino-tutti-i-benefici.php