01/11/08

La Missione continua!

Un mese è finito e un altro inizia: ma il calendario del mio cuore non cammina insieme a quello appeso alla parete. Quando sono entrata in monastero avevo un concetto di missione all'acqua di rosa. I missionari partivano per delle nazioni povere, andavano a vivere la loro vita tra persone che non avevano mai sentito parlare dell'amore di Dio, di Gesù Cristo, vivevano con loro, come loro e davano la loro vita per questi fratelli a volte divorati da malattie e da stenti di ogni genere. Noi potevamo solo avere una grande ammirazione, potevamo pregare per loro, potevamo essere loro vicini con l'affetto e l'amicizia attraverso la corrispondenza. La vita monastica però mi ha dato molto presto un altra prospettiva: ho capito solo in monastero cosa significava vivere per annunciare Cristo. I primi anni in convento, quando ero una semplice postulante, restavo perplessa e fortemente critica davanti agli usi monastici che facevano trasparire una povertà voluta come scelta e non imposta dalla indigenza della vita. Alle monache non mancava nulla, sulle loro mense c'era anche molto di più di quello che un povero in senso letterale poteva permettersi, ma quando si trattava di lavare i piatti non usavi l'acqua corrente, ma li lavavi dentro una bacinella stando molto attenta a non sprecare ne detersivo ne acqua se non lo stretto necessario! Le prime volte, vedendo l'acqua subito sporca mi arrabbiavo, invocavo la necessità di una maggiore attenzione all'igiene...ma la verità era che venivo da una vita dove lo spreco, l'usa e getta, il volere a tutti i costi il prodotto superfluo, tutto questo era dentro il mio sangue come i miei globuli rossi. Poi pian piano ho cominciato a leggere le riviste missionarie, a leggere certe vite di tanti fratelli e sorelle che avrebbero voluto avere una sola bacinella d'acqua non per innaffiare i fiori, ma per bere ...che con poche lire potevano vivere una settimana mangiando un pezzo di pane e la mia missionarietà è cominciata. Le monache vivono della provvidenza che il Signore manda e quello che arriva al monastero non serve solo per il sostentamento delle monache ma anche per arrivare con le nostre scelte fino ai confini della terra per far sentire al più piccolo dei nostri fratelli che Dio lo ama e che non è solo. Fare attenzione alle lampade accese inutilmente non è una fissazione ma una responsabilità che Dio mi chiede di vivere come giustizia e come solidarietà. Ho capito che un vetro si può lavare anche con l'acqua senza andare in crisi perché la Superiora non mi ha comprato l'ultimo prodotto smagliante e profumato! Ecco perché il mese missionario per me non è finito e non può finire: accompagnerò così Don Giuseppe che alla fine di questo mese partirà per il Brasile e raggiungerò Serena in Burkina Fasso tra i suoi bambini con la consapevolezza che semplicemente continuando a fare la mia vita potrò essere, come Teresa, tutto quel che Vorrei! Ciao!

28/10/08

Ci sono ancora!

Ciao, sono di nuovo qui, nel mio monastero e provo a salutarvi tutti da questa piccola finestra aperta alla speranza di una nuova alba per ciascuno di noi. Ho passato una bella settimana insieme a tante altre consorelle di tutta l'Italia in una intensa settimana di lavoro: ci siamo sentite un po' massacrate ...ma felici per questo tempo vissuto insieme La casa che ci ospitava è stata davvero accogliente rendendo il nostro soggiorno ancora più bello. Andare a Roma è sempre una grande emozione anche se l'abbiamo solo guardata da lontano ma è stato un po' come essere a Casa. Se non fossimo state suore di clausura forse saremo anche andate a sbirciare un po' dietro le quinte del Sinodo...magari avremo potuto dare anche qualche nostro piccolo contributo non dico proprio ai lavori dei Padri...ma a qualche Madre forse si! Ad ogni modo, ringrazio Dio per questi giorni! Un unico neo: sono tornata a casa con l'influenza e ...a detta di qualche maligna...forse volevo ancora prolungare la vacanza a letto per riposarmi dalle fatiche del corso! Detto fra noi...non avevano tutti i torti! a presto!

07/10/08

Vorrei ...!

"Vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome e piantare sul suolo infedele la tua Croce gloriosa. Ma, mio Amato, una sola missione non mi sarebbe sufficiente, vorrei nel contempo annunciare il Vangelo nelle cinque parti del mondo e fino alle isole più lontane... Vorrei essere missionaria, non solamente per qualche anno, ma vorrei esserlo stata fin dalla creazione del mondo e esserlo fino alla consumazione dei secoli..." Santa Teresa del Bambino Gesù
Non è facile sentire queste parole e restare indifferenti! Tra pochi giorni un mio amico sacerdote riceverà il Crocefisso per partire in missione. Mi ha mandato queste brevissime parole" il 17 ottobre alle 20 nella Basilica di ...riceverò il mandato missionario. Ti invito a starmi vicino con la preghiera " Un altro mi ha scritto da Parigi dove sta facendo un corso accelerato di francese nell'attesa di raggiungere il Congo e i suoi confratelli alla fine di quest'anno: " Le prime ore a Parigi molto belle: comunità molto accogliente – merito del nostro Superiore , confratelli disponibili, aria buona insomma! L’unico problema sono queste coperte di lana grossa grossa che mi fanno grattare, quindi se il problema maggiore è questo… va tutto bene. " Infine il famoso superstite dell'aereo in fiamme caduto diversi mesi fa e di cui ho parlato su queste finestre, mi manda a dire che..."sai che conto sempre su di te/voi. Io sto bene, sono in forma, ho ancora qualche chiazza rossa addosso, ma sono guarito perfettamente. ho rimesso la pelle nuova come una buona vipera.Certo che per il momento non mi passa neanche lontanamente l'idea di pendere un aereo. Vincerò anche questo spettro.In parrocchia i bisogni e le necessità sono molti, in questo periodo di vacanze stiamo progettando la costruzione di una scuola superiore per aiutare i nostri giovani ad avere un'istruzione seria per la loro vita. il Signore porti a termine tutto ciò' che è per i suoi figli.la nostra pastorale è difficile qui in città perché la gente vive in promiscuità e sempre più alla ricerca del soldo facile. Anche i loro problemi quotidiani ed esistenziali cercano sempre di più di risolverli nella maniera che conoscono: feticismo e magia, questo si insinua anche nella chiesa e nel loro modo di vedere e pregare e interagire con Dio.Il lavoro è molto, ricostruire le coscienze è difficile ed è un lavoro delicato. Dio Padre ci doni il suo Spirito per essere competenti.O per lo meno che possiamo servire questo popolo con buona volontà."
Sono qui, come questo faro sullo scoglio, per loro , per raggiungere insieme a loro tutti i confini della terra, nella certezza che la loro vocazione illumina ogni giorno di più la mia. Ciao!

18/09/08

Un nuovo inizio!

In monastero l'autunno segna un nuovo inizio. Al contrario della natura, quando gli alberi cominciano a lasciar cadere le foglie, e la natura sembra prendersi un periodo di riposo, la vita monastica comincia a ritrovare le forze e le nuove energie per affrontare un nuovo anno liturgico e spirituale. A quest'appuntamento, nel nostro Ordine, ci ritroviamo il giorno della Santa Croce, il 14 settembre, quando per una nostra tradizione ultra secolare, rinnoviamo i nostri voti monastici e cominciamo a programmare il cammino di formazione che intendiamo percorrere fino alla fine del tempo pasquale. Se da una parte sembra non cambi nulla nella nostra vita ( perché poi in fondo, il 15 settembre si continua a vivere quello che abbiamo scelto di vivere in tutti i 365 giorni dell'anno!) da un altra è sempre un nuovo inizio perché questa data ha il potere di richiamarci in mente e soprattutto nel cuore le motivazioni essenziali per le quali siamo qui, nella Casa del Signore. Una di queste è la preghiera! Spesso quando si parla di preghiera si entra in un campo minato: è pericoloso parlarne perché è difficile farlo in modo autentico, e chi ci ascolta vuole che la verità della tua esperienza di preghiera venga fuori e questo non è facile per nessuno. Perché la vita di preghiera non è mai una passeggiata in riva al mare ma è sempre una scalata in montagna o l'attraversata di un deserto dove lo stupore e la gioia della contemplazione camminano insieme alla fatica e all'arsura più cocente. Ha sete di te, l'anima mia, canta il salmista, anche quando ha già intravvisto il volto di Dio! ciao !

03/09/08

Cosa chiedi al Signore?

Tu mi conduci come la mano di una madre, se tu mi lasciassi, non saprei più muovere un passo. Tu sei lo spazio: racchiudi e custodisci il mio essere. Abbandonato da te affonderebbe nell’abisso del nulla, da cui tu l’hai tratto alla luce. Tu più vicino a me di me stessa, più intimo del mio stesso intimo…"

Poesia del 24 maggio 1942 di Edith Stein, ebrea, filosofa; poi cristiana, insegnante di filosofia e pedagogia; in seguito monaca col nome di Teresa Benedetta della Croce; infine martire ad Auschwitz nell'agosto 1942

Il mese di settembre mi è particolarmente caro. In questo mese, tanti anni fa, è cambiata la mia vita, il mio nome, il mio aspetto esteriore e soprattutto l'orizzonte interiore. In un giorno atteso per anni , circondata dall'affetto dei miei genitori, delle mie sorelle e dell'amico più caro, qualcuno mi ha fatto una domanda: " Cosa chiedi al Signore?". E' una domanda forte, una domanda stabilita nel libro liturgico del nostro Ordine monastico e valida per tutti quando si inizia il cammino di formazione, ma in quel momento era solo mia. Una domanda nuova che qualcuno, guardandomi negli occhi e un po' nel cuore faceva risuonare dentro un silenzio più grande e più vasto di un semplice coro monastico: un silenzio nel quale vedi la tua vita che cambia, che segue una strada, che inizia a camminare con una Persona che ti fa vedere da lontano un orizzonte. Pur essendo molto lontano ti prende totalmente e ti affascina e ti mette sulle labbra e ancor più nella mente e nel cuore la risposta decisa e ferma: "sono qui per fare esperienza di una vita nella quale chiedo la misericordia del Signore, la povertà dell'Ordine e la compagnia delle sorelle!" Questo ho chiesto al Signore, alla Chiesa, alle sorelle e questo continuo a chiedere oggi a Dio perché questa risposta è il cammino, è la Casa , è il sangue che circola nelle mie vene, è l'aria che trasforma l'orizzonte in realtà e che mi riempie di gioia.