E' così che ci coglie la primavera di quest'anno! E' con questi sentimenti di morte e di resurrezione che questa stagione così bella ci invita a celebrare questo tempo di preparazione all'incontro con Cristo Risorto. A volte pensiamo alla nostra vita come ad una perenne quaresima, ma la primavera ci parla e ci conforta: ancora sbocceranno dei fiori nel tuo giardino!
11/03/09
Celebrare la primavera quotidiana
19/02/09
Ciao!
Nelle tue mani, affido il mio spirito
anche il mio corpo riposa sicuro!
10/02/09
Quale silenzio?
Nella mia vita parlare di silenzio ha sempre avuto un riscontro molto chiaro. Uno dei cardini della vita contemplativa è questa dimensione così profonda che l'essere umano sperimenta nel suo cammino di fede e che l'accompagna nel quotidiano incontro con Dio, con gli altri e soprattutto con se stesso. La scelta di vivere una vita di silenzio non è e non può essere qualcosa imposta da fuori o da qualcuno: il silenzio lo senti prima dentro e poi lo vivi. Per me il silenzio è un momento sacro che l'essere umano ha la capacità di vivere senza nessuna pressione esterna ma semplicemente ascoltando il suo cuore. Il silenzio ti mette dentro delle domande così dure e così forti che richiedono un coraggio pazzesco perché tu le guardi in faccia anche se ti senti incapace di dare delle risposte o per lo meno di dare delle risposte valide per tutti. Quante volte nella vita capita di dover passare dei periodi o dei momenti che sembrano eterni, di totale silenzio intorno a noi e ci sentiamo come presi da una pinza e sospesi nel vuoto: la malattia che sta conducendo pian piano il nostro corpo alla morte o la fine di un rapporto o la disperazione davanti ad una situazione assurda di un'infinità di errori che improvvisamente portano a galla un nostro totale fallimento sul lavoro o negli affetti familiari, ci costringe a vivere nel silenzio un dolore così profondo che avremo invece bisogno di gridare e sbattere fuori dal nostro cuore. Oppure ci troviamo davanti ad uno spettacolo stupendo della natura, in cima ad una montagna o davanti alle cascate del Niagara e dentro di noi piomba un silenzio così profondo che restiamo come immobili e incapaci di dire o ascoltare qualsiasi cosa o persona perché siamo come catturati dentro di noi dalla bellezza che abbiamo davanti. Il dolore come la gioia e lo stupore accompagnano sempre l'esperienza del silenzio dentro di noi, perché ci danno la capacità di accogliere la nostra dimensione umana nella sua verità. Una verità fatta di limite e di infinito. Una verità che non puoi gridare e che non puoi tacere: è dentro di te, ti appartiene e ti accompagna per tutta la vita e per chi crede, anche dopo.
Oggi senti dire spesso: " ora è il tempo di fare silenzio, che tutti tacciano, che il tale o l'altro è meglio che stia zitto!" Ma io credo che il silenzio non si possa fare, io credo che il silenzio non si possa chiedere o imporre a nessuno: io credo che dobbiamo vivere del silenzio e dopo possiamo aiutare gli altri a farne esperienza. Buona giornata!
26/01/09
Come passo le giornate?
Mi viene spesso rivolta questa domanda! Questa mattina dovrebbe arrivare in monastero un piccolo trattorino-tagliaerba. Siamo un po' tutte in attesa di fare la sua conoscenza e lo sono particolarmente io, che ho sempre tagliato l'erba con il solo decespugliatore. Da tempo avevamo pensato di acquistarlo ma un po' di pregiudizi e di paura aveva frenato il suo arrivo in monastero. Forse sembrerà strano, ma le giornate in monastero passano in fretta e quando si avvicina la primavera la voglia di vedere i prati e i giardini in ordine e ben curati è talmente grande che non ti rendi nemmeno conto del lavoro che ci vuole per ottenere un risultato almeno gradevole se non perfetto. Ma quello di cui ti rendi conto subito sono gli anni che hai e le forze che cominciano a diminuire! Quando qualcuno viene a trovarci ci dicono che ...siamo sempre giovani! E' un bel complimento che accettiamo volentieri non solo perché siamo donne, ma perché senza creme di bellezza e diete particolari, ci basta avere il volto incorniciato nel nostro soggolo per farci dare 20 anni di meno! Ma quando si tratta di lavorare è inutile far sconti: quello che si faceva a 2o anni non si fa più a 50! Cambia però solo il modo di lavorare e i mezzi, non cambia certo il fatto che la mia giornata non è fatta solo di tempi di preghiera, ma anche di lavoro. In monastero non c'è un tempo sindacale, 5-4 o 8 ore di lavoro! C'è una vita che vivi ritmata da esigenze importanti che ti accompagnano quotidianamente: non finisce la preghiera quando vai in cucina o a pulire degli ambienti, perché quando sei in rapporto di amicizia con qualcuno non occorre stare insieme tutti i minuti del giorno per sentirsi più amici. Lo si è e basta! Allora a chi mi chiede come passo la mia giornata posso dirgli che mi alzo presto come tantissimi operai che vanno in fabbrica a lavorare all'alba e passo almeno le prime ore della mia giornata a pregare e poi continuo a farlo nel lavoro o nel servizio che la comunità mi chiede o che la carità mi fa scoprire. Non è importante però sapere che taglio l'erba o che faccio la sacrestana, lavando, stirando come una qualsiasi mamma di questo mondo, è importante forse sapere per chi e perché lo faccio. La scelta della vita contemplativa è da sempre vissuta come la scoperta di una dimensione fondamentale della vita dell'uomo: posso fare qualsiasi cosa, dalla più piccola alla più grande spinta da una motivazione o posso farla solo per necessità o per istinto. Se la mia giornata ha un perché e un senso è perché camminando su questa strada ho visto un orizzonte davanti a me e mi sono sentita attratta dalla voglia di raggiungerlo! Oggi ci sentiamo attratti da tante cose ma quelle che sono capaci di darti la serenità dentro sono poche. In fondo la ricetta è semplice: seguire il bene, volere il bene, costruire il bene, condividere il bene significa avere un Bene dentro che nessuno ci potrà mai togliere. La mia giornata? La passo cercando il Bene per me e per gli altri, non importa come o quanto, quello che è importante per me è non fermarmi sulla strada, ma guardare l'orizzonte. Ciao!
15/01/09
Continuiamo la festa!
"Signore, facci vivere la nostra vita non come un gioco di scacchi in cui ogni mossa è calcolata, ma come una partita in cui tutto è difficile,
non come un teorema che ci fa rompere la testa,
ma come una festa senza fine in cui si rinnova l'incontro con Te,
fa che sia come un ballo, come una danza,
tra le braccia della tua Grazia, nella musica universale dell'Amore.
Signore, vieni ad invitarci!". Madeleine Delbrel
A volte nella vita non sappiamo che strada prendere, vorremo seguire un percorso, ma ci sono tanti ma e tanti se, vorremo fidarci di qualcuno, ma abbiamo avuto tante delusioni e non riusciamo a farlo, vorremo provare a cambiare, ma in fondo stiamo meglio come siamo sempre stati piuttosto che affrontare la paura di una svolta.
Signore, vieni ad invitarci a vivere la nostra vita e a metterla nelle tue mani.
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