"Segno evidente che noi amiamo una persona è quando ricordiamo spesso il bene che ci ha fatto. Ora, se è lecito, ed anche molto meritorio, ricordarci che abbiamo l'essere da Dio, il quale ci trasse dal nulla e ci conserva nell'esistenza, e che prima ancora di crearci ha preparato per ciascuno di noi che viviamo i benefici della sua vita e della sua passione, perché non mi sarà pur lecito di riconoscere, vedere e considerare, con maggior frequenza che prima non usassi nelle mie vane conversazioni, quello che ora Egli mi dà, cioè, di non volermi occupare che di Lui? Ecco qui un gioiello. Ricordare che ci fu regalato e che ora è nostro, è forza che ci spinge ad amare il donatore. In questo è il frutto dell'orazione quando è fondata sull'umiltà." ( Vita 10,5) Continuando la lettura della vita di Santa Teresa mi ha colpito oggi questa riflessione che lei fa quando comincia a spiegare alle sue sorelle cosa vuol dire per lei pregare. Lei parla sempre e solo della sua esperienza personale, delle sue difficoltà e delle sue constatazioni nel suo cammino o nel cammino di coloro che più le sono vicini e cerca di esprimersi con una semplicità disarmante, facendo degli esempi che tutti noi possiamo capire. Oggi tanta gente parla della preghiera: ci sono le scuole di preghiera, i corsi sulla preghiera, libri e video che parlano della preghiera, tanti maestri di ogni religione insegnano chi a destra chi a sinistra un metodo di preghiera, una spiritualità da seguire per arrivare a pregare, delle formule da recitare o degli stili di vita da imitare. Tutto serve, direbbe San Paolo, purché si arrivi a lodare Dio! Ma io penso che a volte le cose più semplici si perdono di vista con più facilità. Ricordare con riconoscenza il bene che abbiamo ricevuto da una persona è una cosa naturale, ti nasce dentro senza accorgetene, vorresti poter ricambiare pur di far capire all'altro quanto lo ami e quanto sei grato per quel che ti ha dato. Ma a volte ci si sente inadeguati, anche quando un dono si ricambia non è mai così grande e così bello come quello che si è ricevuto. L'amore vero, l'amicizia vera, la preghiera vera nasce, cresce e vive di questa capacità di ricevere un dono e di esserne grati. Per questo Teresa parla di umiltà: quando pensiamo che tutto ci sia dovuto, che la vita che abbiamo ricevuto e che riceviamo nella quotidianità delle nostre giornate sia un nostro diritto, quando non siamo più capaci di riconoscere nel nostro cuore che qualcuno ha riempito di bene la nostra vita e restiamo chiusi nell'amarezza di chi non si accorge nemmeno di essere amato allora è difficile tutto. La relazione con Dio e con gli altri che Teresa ha vissuto è esplosa quando ha cominciato ad avere un cuore pieno di gratitudine. Era riconoscente con tutti anche per il dono di una semplice sardina...quando la provvidenza mandava solo quella per cena! Ciao29/09/10
Essere riconoscenti in umiltà e verità!
"Segno evidente che noi amiamo una persona è quando ricordiamo spesso il bene che ci ha fatto. Ora, se è lecito, ed anche molto meritorio, ricordarci che abbiamo l'essere da Dio, il quale ci trasse dal nulla e ci conserva nell'esistenza, e che prima ancora di crearci ha preparato per ciascuno di noi che viviamo i benefici della sua vita e della sua passione, perché non mi sarà pur lecito di riconoscere, vedere e considerare, con maggior frequenza che prima non usassi nelle mie vane conversazioni, quello che ora Egli mi dà, cioè, di non volermi occupare che di Lui? Ecco qui un gioiello. Ricordare che ci fu regalato e che ora è nostro, è forza che ci spinge ad amare il donatore. In questo è il frutto dell'orazione quando è fondata sull'umiltà." ( Vita 10,5) Continuando la lettura della vita di Santa Teresa mi ha colpito oggi questa riflessione che lei fa quando comincia a spiegare alle sue sorelle cosa vuol dire per lei pregare. Lei parla sempre e solo della sua esperienza personale, delle sue difficoltà e delle sue constatazioni nel suo cammino o nel cammino di coloro che più le sono vicini e cerca di esprimersi con una semplicità disarmante, facendo degli esempi che tutti noi possiamo capire. Oggi tanta gente parla della preghiera: ci sono le scuole di preghiera, i corsi sulla preghiera, libri e video che parlano della preghiera, tanti maestri di ogni religione insegnano chi a destra chi a sinistra un metodo di preghiera, una spiritualità da seguire per arrivare a pregare, delle formule da recitare o degli stili di vita da imitare. Tutto serve, direbbe San Paolo, purché si arrivi a lodare Dio! Ma io penso che a volte le cose più semplici si perdono di vista con più facilità. Ricordare con riconoscenza il bene che abbiamo ricevuto da una persona è una cosa naturale, ti nasce dentro senza accorgetene, vorresti poter ricambiare pur di far capire all'altro quanto lo ami e quanto sei grato per quel che ti ha dato. Ma a volte ci si sente inadeguati, anche quando un dono si ricambia non è mai così grande e così bello come quello che si è ricevuto. L'amore vero, l'amicizia vera, la preghiera vera nasce, cresce e vive di questa capacità di ricevere un dono e di esserne grati. Per questo Teresa parla di umiltà: quando pensiamo che tutto ci sia dovuto, che la vita che abbiamo ricevuto e che riceviamo nella quotidianità delle nostre giornate sia un nostro diritto, quando non siamo più capaci di riconoscere nel nostro cuore che qualcuno ha riempito di bene la nostra vita e restiamo chiusi nell'amarezza di chi non si accorge nemmeno di essere amato allora è difficile tutto. La relazione con Dio e con gli altri che Teresa ha vissuto è esplosa quando ha cominciato ad avere un cuore pieno di gratitudine. Era riconoscente con tutti anche per il dono di una semplice sardina...quando la provvidenza mandava solo quella per cena! CiaoDopo due anni!
Sono stata ancora in questa basilica. Ancora una volta ho avuto la gioia di partecipare ad un corso di formazione con le mie consorelle di tutta l'Italia e prima di andar via da Grottaferrata per ritornare nei nostri monasteri abbiamo condiviso un momento di preghiera con i nostri fratelli ortodossi che celebravano una loro grande festa, quella di San Nilo. Non potendo fissare con le foto la ricchezza della celebrazione dei loro Vespri, ho solo cercato di fermarmi negli occhi e nel cuore questa imponente abbazia che da più di mille anni accoglie tra le sue mura la lode di Dio che tanti monaci di ogni età e di ogni provenienza celebrano con la loro donazione e vocazione. In questi momenti, più che mai mi sento parte di un immenso popolo che ha la gioia di intravedere con gli occhi dell'anima l'immensa festa che al termine di questo viaggio terreno potremo celebrare con la Trinità senza divisioni e senza più limiti e distinzioni di popoli e lingue e razze e religioni. Aspetto quel giorno, come Giobbe che in queste settimane ci ha accompagnato nella liturgia, sicura che alla fine, senza la mia carne, vedrò Dio! E mando un bacio a Chiara Luce che con la bellezza dei suoi anni e del suo incontro con Gesù ha ancora una volta testimoniato che in Lui e con Lui e per Lui questa è la più splendida vita che possiamo cantare e vivere. Buona giornata con tutti gli angeli del cielo: oggi è la loro festa, loro ci accompagnano e ci indicano una strada e con le loro indicazioni non troviamo mai strade con il divieto di accesso!Auguri dunque a tutti i Gabriele e Gabriella, Michele e Michela e Rafaele e Rafaella che passano da questo blog! Ciao!
10/09/10
Una piccola e grande gioia per me!
Ciao! L'estate è finita e in questi giorni, alcune persone amiche e volontarie stanno ripulendo il nostro bosco! L'inverno scorso se da una parte mi aveva regalato la gioia grande della neve dall'altra aveva ridotto proprio male il nostro bosco perchè tantissimi alberi erano caduti sotto il peso della neve e a noi monache non è stato mai facile riuscire trovare qualcuno che venisse a rimuoverli. Solo i nostri parenti o amici che potevano passare qualche giorno di ferie venendo a trovarci, ci davano una mano, perchè finchè è stato possibile abbiamo sempre pensato noi a tenerlo in ordine essendo uno dei luoghi del monastero più caro a tutte noi per la pace e il silenzio che vi si respira e che ha sempre aiutato e favorito un clima di preghiera e di contemplazione. Alcuni anni fa un gruppo di scout decise di fare un campo di servizio proprio nel nostro monastero piantando le loro tende proprio a ridosso del bosco, all'esterno del monastero. In quell'occasione ci fecero un grandissimo servizio nel sistemare il bosco nel migliore dei modi così che per tanti anni non abbiamo avuto bisogno di farci nulla. Era un piccolo paradiso per delle monache che ...gli altri paradisi della natura li vedono solo in cartolina o in dvd! Ora dopo le nevicate dell'anno scorso il bosco era proprio ridotto male e finalmente qualcuno ha deciso di metterci mano. Certo..c'è ancora tanto da fare, ma intanto qualcuno ha cominciato e questa è per me una grande gioia e voglio condividerla con voi! Quando avranno finito spero di riuscire a fare qualche foto e di condividere anche quelle ammesso di riuscire a farle bene perchè non sono una grande fotografa e anche la piccola macchinetta che mi aiuta non è una fuoriserie, ma... chi si accontenta gode e quindi io sono felice. Ciao e buon fine settimana a tutti! .
23/08/10
Ancora tempo di ferie: pregare serve a qualcosa???
Pensavo stamani al fatto che domani è l'anniversario della nostra fondazone come Carmelitane Scalze. Nella notte di San Bartolomeo, il 24 agosto del 1562, Santa Teresa iniziò la sua avventura nel Monastero di San Giuseppe ad Avila. A volte ci si chiede se oggi la scelta e il cammino di Teresa può interessare ancora a qualcuno. Parlare di preghiera, di Dio, di vita nello spirito, sembra quasi un affare da extraterrestri! E ancor di più può esserlo quando è tempo di vacanza, di ferie, quando abbiamo tutti bisogno di pensare a rilassarci, a far riposare il nostro corpo dalla stanchezza accumulata durante l'anno. Beh, Santa Teresa pensava che :" con la vita dell'anima si sostiene anche quella del corpo e vi si apporta maggiore salute" ( Vita cap. 8 n.6) e che " parlare o sentir parlare di Dio non mi stancava mai e questo da quando cominciai a pregare" ( vita cap. 8 n. 12). Spesso mi sono sentita dire, anche da qualcuno che si è affacciato su questo blog, che non è facile pregare e che non si sa proprio come farlo e ...per questo chiedono a me di farlo al posto loro! Sono al Carmelo proprio per questo e lo faccio ben volentieri, ma penso che Teresa ci può aiutare a fare questo cammino perchè ciascuno di noi in fondo ama essere autonomo e ama di potersi rivolgere a Dio con il proprio cuore e con la propria mente. Così com'è, con le sue parole! Per questo Santa Teresa ci dice attraverso la sua esperienza che :" alle anime che battono questa strada giova molto un buon libro per raccogliersi presto. A me bastava anche la vista dei campi, dell'acqua e dei fiori: cose che mi ricordavano il Creatore, mi scuotevano, mi raccoglievano, mi servivano da libro." ( Vita cap. 9 n.5) Forse anche in ferie, guardando il mare o le montagne, impariamo a pregare e ci riposiamo proprio pregando. Ve lo auguro di cuore e prego perchè possiate farne esperienza. Buona giornata!
p.s. questo mare, nella foto, è in Sardegna! Mica male, vero??!
p.s. questo mare, nella foto, è in Sardegna! Mica male, vero??!
05/08/10
17 anni! Un giardino che fiorisce anche con il sole d'estate che brucia tutto!
Grazie alla pioggia che stamani ci regala una giornata meno pesante, mi riaffaccio qui sul blog.
Questa volta dedico questo post ad una ragazza che ieri ha compiuto 17 anni! E' una splendida età, ma a volte la vita permette che passi inosservata davanti alla stessa persona che la celebra! Piccole o grandi sofferenze ti affiancano nelle giornate più belle e guardandoti intorno non riesci a vedere i colori, la diversità, i profumi, non riesci a vedere vita, vedi solo un cielo nero pieno di nuvole come lo vedo io oggi, vedi la tua solitudine, senti dentro di te la voglia di piangere prepotente e il grido che vorresti emettere e che ti si strozza in gola: "mi sento sola, non ho amici, non c'è nessuno a cui io interessi!" Ma dai, ti viene da dire, come la fai tragica! Eppure è tragicamente vero, avere 17 anni e vivere una solitudine profonda che non riesci neppure a portati dietro talmente è pesante! Per me, che di amici ne ho sempre avuto tanti e che la solitudine è una mia scelta personale può sembrare assurdo, ma leggendo Teresa oggi mi sono resa conto che se nella vita non incontri davvero le persone giuste, se nella vita non riesci a trovare qualcuno con cui condividere il tratto di strada che stai vivendo in quel preciso istante della tua vita, se i tuoi sogni, le tue utopie e illusioni, i tuoi desideri non riesci a trasmetterli ad altri giovani o coetanei o semplicemente uomini, si rischia molto di sentirsi fuori dal mondo, o meglio di trovarci dentro un mondo dove ci siamo solo noi.
Teresa dice che: "Gran male è per un’anima trovarsi sola tra tanti pericoli. A me sembra che, se io avessi avuto con chi parlare di tutto questo, mi avrebbe giovato a non ricadere, non foss’altro per vergogna, visto che non avevo timor di Dio. Perciò consiglierei a coloro che praticano l’orazione, specialmente al principio, di cercare l’amicizia e la conversazione di quelle persone che attendono allo stesso esercizio. È cosa di grande importanza, anche se non si tratti d’altro che di aiutarsi scambievolmente, tanto più, poi, che ci sono molti altri vantaggi. Io non so perché, se in materia di conversazione e affetti umani, anche non molto convenienti, si cercano amici con cui confidarsi e con cui godere di raccontare quei vani piaceri, non si debba permettere a chi comincia con sincerità ad amare e a servire Dio, di parlare con qualche persona delle proprie gioie e delle proprie pene, avendo di tutto quelli che si dedicano all’orazione. Giacché se è sincera l’amicizia che l’anima vuole avere con Dio, non deve aver timore di vanagloria: respingendola al primo attacco, ne uscirà con merito. Io credo che chi agirà con questa retta intenzione, gioverà a sé e a coloro che l’ascoltano, e ne uscirà più edotto; anche senza sapere come, sarà d’insegnamento ai suoi amici. (Teresa nel libro della sua Vita al cap.7,20).
Certo lei parla di un amicizia spirituale, spiega quanto sia importante poter parlare con qualcuno che ti possa essere amico nelle tue difficoltà spirituali, nel tuo cammino di preghiera, ma io credo che quello che lei dice sia vero anche per l'amicizia umana. Ne abbiamo tutti bisogno e ancor di più ne ha bisogno chi si affaccia alla vita: restiamo loro vicini con l'affetto, con la preghiera e quando possiamo, con tutta la nostra amicizia.! Forse il giardino della loro giovinezza può fiorire ancora splendidi fiori e noi abbiamo una grande responsabilità nei loro confronti!
Ciao!
Questa volta dedico questo post ad una ragazza che ieri ha compiuto 17 anni! E' una splendida età, ma a volte la vita permette che passi inosservata davanti alla stessa persona che la celebra! Piccole o grandi sofferenze ti affiancano nelle giornate più belle e guardandoti intorno non riesci a vedere i colori, la diversità, i profumi, non riesci a vedere vita, vedi solo un cielo nero pieno di nuvole come lo vedo io oggi, vedi la tua solitudine, senti dentro di te la voglia di piangere prepotente e il grido che vorresti emettere e che ti si strozza in gola: "mi sento sola, non ho amici, non c'è nessuno a cui io interessi!" Ma dai, ti viene da dire, come la fai tragica! Eppure è tragicamente vero, avere 17 anni e vivere una solitudine profonda che non riesci neppure a portati dietro talmente è pesante! Per me, che di amici ne ho sempre avuto tanti e che la solitudine è una mia scelta personale può sembrare assurdo, ma leggendo Teresa oggi mi sono resa conto che se nella vita non incontri davvero le persone giuste, se nella vita non riesci a trovare qualcuno con cui condividere il tratto di strada che stai vivendo in quel preciso istante della tua vita, se i tuoi sogni, le tue utopie e illusioni, i tuoi desideri non riesci a trasmetterli ad altri giovani o coetanei o semplicemente uomini, si rischia molto di sentirsi fuori dal mondo, o meglio di trovarci dentro un mondo dove ci siamo solo noi.
Teresa dice che: "Gran male è per un’anima trovarsi sola tra tanti pericoli. A me sembra che, se io avessi avuto con chi parlare di tutto questo, mi avrebbe giovato a non ricadere, non foss’altro per vergogna, visto che non avevo timor di Dio. Perciò consiglierei a coloro che praticano l’orazione, specialmente al principio, di cercare l’amicizia e la conversazione di quelle persone che attendono allo stesso esercizio. È cosa di grande importanza, anche se non si tratti d’altro che di aiutarsi scambievolmente, tanto più, poi, che ci sono molti altri vantaggi. Io non so perché, se in materia di conversazione e affetti umani, anche non molto convenienti, si cercano amici con cui confidarsi e con cui godere di raccontare quei vani piaceri, non si debba permettere a chi comincia con sincerità ad amare e a servire Dio, di parlare con qualche persona delle proprie gioie e delle proprie pene, avendo di tutto quelli che si dedicano all’orazione. Giacché se è sincera l’amicizia che l’anima vuole avere con Dio, non deve aver timore di vanagloria: respingendola al primo attacco, ne uscirà con merito. Io credo che chi agirà con questa retta intenzione, gioverà a sé e a coloro che l’ascoltano, e ne uscirà più edotto; anche senza sapere come, sarà d’insegnamento ai suoi amici. (Teresa nel libro della sua Vita al cap.7,20).
Certo lei parla di un amicizia spirituale, spiega quanto sia importante poter parlare con qualcuno che ti possa essere amico nelle tue difficoltà spirituali, nel tuo cammino di preghiera, ma io credo che quello che lei dice sia vero anche per l'amicizia umana. Ne abbiamo tutti bisogno e ancor di più ne ha bisogno chi si affaccia alla vita: restiamo loro vicini con l'affetto, con la preghiera e quando possiamo, con tutta la nostra amicizia.! Forse il giardino della loro giovinezza può fiorire ancora splendidi fiori e noi abbiamo una grande responsabilità nei loro confronti!
Ciao!
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