Ciao! La quaresima è ormai iniziata da qualche settimana e la prima cosa che mi è saltata in mente quest'anno quando abbiamo cominciato questo tempo liturgico, è stata quella di chiedermi se la chiesa, nel farci vivere questo cammino di fede così intenso e forte quando tutto intorno a noi esplode in una fantastica esplosione di colori e di suoni primaverili, non vuole darci un messaggio molto più profondo di quello che siamo abituati a recepire nei segni e nelle parole che risuonano durante questi 40 giorni. Siamo abituati a sentire e a vivere questo tempo in preparazione alla Pasqua come un tempo in cui il cammino quaresimale ci appare quasi come una sorta di triste e inevitabile condizione per poter sperare nella Resurrezione, ci si presenta come un obbligo morale da attraversare per avere la gioia di essere ancora una volta accolti nell'abbraccio dell'amore di un Padre o per liberarci da tutto quel vuoto che per tanto tempo ci ha attanagliato nei nostri giorni lasciando dentro di noi solo un inspiegabile bisogno di altro. A volte mi è capitato di sentir dire da qualcuno: " siamo di nuovo già in quaresima? Ma quando finirà la nostra quaresima??? Per me è quaresima sempre! Mai un giorno sereno, sono pieno di dolori, di angosce e di una trisitizza infinita che non mi lascia un giorno solo!"
Ma la quaresima non è la sciagura più sciagurata che potesse capitarci!
Per me questo tempo è un tempo nel quale esplode più degli altri giorni e degli altri mesi dell'anno, la mia voglia di vivere! E' il tempo in cui pensi di esserti lasciata l'inverno alle spalle e per questo cominci a pulire i giardini, cominci a potare, a seminare. E' il tempo dei nidi degli uccelli, il tempo delle giornate che si allungano e degli stupendi tramonti che cominciano a salutarti la sera prima di chiudere le persiane alla fine della tua giornata. E' il tempo in cui decidi che puoi dare una rinfrescata a qualche muro e riprendi i pennelli in mano, sicura che la parete asciugherà facilmente e cominci a fare a meno del riscaldamento per accogliere dentro la tua casa il primo sole di primavera. E dentro il cuore? A me sembra che succeda la stessa cosa: questo è il tempo in cui rivivi i misteri più importanti della tua vita, il tempo in cui capisci che forse sono cresciute troppe erbe inutili e decidi di fare un po' di pulizia perchè vuoi star meglio dentro di te! Forse si può ancora seminare nel nostro cuore, forse possiamo ancora trovare la forza per riconoscere scelte o situazioni sbagliate che hanno fatto scendere un doloroso inverno dentro di noi! Forse sentiamo il desiderio di pensare ad una vita che può ancora fiorire proprio nel momento in cui tutto sembra che stia per finire: nei rapporti con le persone più care, sul lavoro, in famiglia o in convento, proprio come capita di vedere in un prato dopo le gelate di gennaio! Sembra sia passato il fuoco e davanti ai tuoi occhi solo fili di paglia secca!
Eppure tutto rinascerà!
Tutto questo lo puoi fare solo se lasci esplodere dentro di te una fortissima voglia di vivere, solo se ti lasci prendere per mano dalla primavera che fino all'ultimo istante della tua vita, ti accompagnerà verso un tempo del riposo e di pace e di piccole gioie semplici e quotidiane . Ciao!
05/03/10
01/02/10
Una Luce per non dimenticare! 2 Febbraio 2010: La Giornata Mondiale della Vita Consacrata!
"Guidami, dolce Luce
attraverso le tenebre
che mi avvolgono.
Guidami tu, sempre più
avanti!
Nera è la notte, lontana
è la casa:
guidami tu, sempre più
avanti!
Reggi i miei passi:
cose lontane non voglio
vedere:
mi basta un passo alla
volta.
Così non sono stato
sempre, né sempre ti pregai
affinché tu mi
conducessi sempre più avanti.
Amavo scegliere la mia
strada,
ma ora, guidami tu,
sempre più avanti!
Sempre mi benedisse la
tua potenza:
anche oggi sicuramente
saprà condurmi sempre
più avanti:
tra paludi e steppe,
per monti ripidi e
abissi di torrenti
finché svanisca la notte
e al mattino mi sorridano
quei volti d‘angelo
amati a lungo un tempo
e per il momento
smarriti.
Guidami, dolce Luce,
guidami tu,
sempre più avanti!"
(Card.
Newmann)
Ho ricevuto una testimonianza dalle mie consorelle di Haiti ed ho pensato di condividerla perchè la vita religiosa è anche questa: in ogni parte del mondo, insieme, nella gioia e nel dolore, perchè Cristo è Risorto e risorgerà sempre nella vita di ogni uomo, di ogni donna e bambino e la Sua Luce ci accompagnerà un giorno nella Sua Casa dove sarà asciugata ogni lacrima per sempre.
"
Chers Pères, Chers Sœurs, Chers amis,
Beaucoup de communautés et de personnes demandent de nos nouvelles. Jusqu’à aujourd’hui, nous n’étions pas en mesure d’accéder à internet par absence d’électricité. Grâce à une génératrice, nous avons un peu de courant électrique.
Voici un petit résumé de ce que nous avons vécu :
Mardi 12 janvier – 4h53: nous venions de terminer l’Office de Vêpres et nous nous apprêtions à l’oraison quand soudain, le chœur s’est mis à trembler violemment et nous avons été projetées vers la porte d’entrée. Nous sommes tombées au pied d’une photo d’Elisabeth. Le sanctuaire est resté intact, ainsi que l’autel. En rampant, nous avons traversé la bibliothèque et de là, nous sommes sortie sur la cour de l’accueil. Le Monastère tanguait et la cloche s’est mise à sonner toute seule; le bruit était assourdissant. A ce moment-là nos voisins affolés sont venus nous rejoindre : plusieurs bébés, des vieillards, nous nous serrions les uns contre les autres… car il y avait des répliques assez rapprochées. Tout le monde priait et appelait Jésus et la Vierge Marie. Plus tard, des personnes nous ont informées que beaucoup de maisons s’étaient écroulées, ensevelissant leurs occupants. Notre quartier est quasi dévasté. Les deux communautés voisines (Les Frères de l’Instruction Chrétienne et les Sœurs de la Charité de Sainte Hyacinthe) n’ont plus de maison et deux frères ont été ensevelis sous les décombres. Plus tard encore, nous avons appris que Port-au-Prince était détruite et que des milliers de personnes avaient perdu la vie. Toutes les communications étaient coupées; l’angoisse était terrible pour les personnes qui étaient avec nous, ne sachant où étaient leurs proches et nous, nos familles, nos amis. Nous avons passé la nuit à prier car la terre tremblait toujours. Au matin, nous avons constaté que le Monastère était debout : un miracle! Elisabeth de la Trinité, dont notre chapelle est la première église qui lui a été consacrée il y a 25 ans, et la petite Thérèse n’ont pas bougé de leurs cadres. Dans la matinée, la propriété que nous partageons avec les frères s’est remplie de cinq mille (5,000) personnes, incluant 500 enfants qui avaient tout perdu. Il a fallu organiser leur hébergement, un peu de nourriture, etc. Ils y sont depuis…
Nous avons accueilli des enfants qui dorment avec nous dans la cours de l’accueil, sous une tente, car personne n’entre dans les maisons, jusqu’à ce que tout risque de répliques soit écarté. Beaucoup nous demandent comment se porte le monastère : quelques fissures devront être colmatées et la toiture en poutres et en tôles devra subir des réparations. Des armoires sont tombées, mais ce n’est absolument rien devant le désastre sans nom constaté dans tous les quartiers.
Nous avons perdu notre Archevêque, Monseigneur Joseph Serge Miot, son Vicaire général, Monseigneur Charles Benoit, un ami de la communauté depuis 36 ans; le Père Jean-Claude Lespinasse, Délégué Episcopal auprès du Carmel. L’Eglise a payé un lourd tribut. Beaucoup d’amis très chers, des habitués de la chapelle ont également péri.
On nous demande comment nous aider, le plus simple est de passer par le Secrétariat Général des Missions OCD qui a ouvert un compte pour Haïti.
Un immense merci à vous tous pour vos prières, s’il vous plait, continuez-les pour notre pays, pour notre Eglise. Merci aussi pour l’intérêt que vous nous manifestez. Nous sommes vraiment très touchées et émues. Merci, merci, merci.
Vos Sœurs d’Haïti"
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28/01/10
Continuare a conoscersi!
"Io che attraverso semplicemente il tempo
come potrei conoscerTi?
Tu l'Essere
che nessun sole ha visto nascere
Tu il cui nome è IO SONO!
Tu, Colui che è
prima di ogni inizio.
Ombra
gioco della Luce
il sole cancella
il chiarore della lampada.
Rivolgi verso di Te
il mio essere effimero
allora io conoscerò
nella Tua luce il mio nulla
nel mio nulla, o Padre
il Tuo amore!" ( J.Vuaillat, Sentieri)
Ciao! Domenica prossima nella nostra parrocchia alcuni ragazzi riceveranno il sacramento della Cresima. Ed io voglio dedicare a loro queste righe. Spesso i genitori e i catechisti vengono al monastero a chiederci preghiere perchè...dopo lo Spirito c'è la fuga a gambe levate dalla chiesa, dal rapporto con il Signore, dall'amicizia con gli stessi educatori, ci sono le scelte della libertà finalmente conquistata: ora non sono più obbligato ad andare al catechismo, ora posso andarmene in giro con gli amici senza che i miei genitori e il prete...mi assillino con le loro prediche! Beh, confesso che l'ho fatto anch'io...a suo tempo! Credo che questa sia la cosa più normale che accada ad un giovane quando un rapporto così importante è vissuto come un qualcosa di imposto, come un obbligo morale da raggiungere a tutti i costi, anche se solo per la faccia da esporre ai giudizi vari di parenti, amici e conoscenti. Ma quanto si può dire di aver conosciuto il Signore negli anni della nostra giovinezza e adolescenza, quante esperienze e testimonianze hanno davvero inciso profondamente in noi da farci ritrovare la strada di una Casa ...dopo la fuga? Nella vita di ciascuno di noi, quando nasce un rapporto importante con qualcuno, anche se poi ci sono momenti di buio, di sofferenza e di incomprensione, resta sempre un qualcosa che ci appartiene, che in fondo al nostro cuore ci parla ancora anche a distanza di tantissimi anni. Forse il nostro rapporto con Dio è stato importante, non solo nei giorni in cui abbiamo ricevuto i sacramenti, non solo nel giorno in cui abbiamo fatto una festa o abbiamo scritto, magari ad una zia monaca, con entusiasmo e speranza, la nostra volontà di volere essere cristiani autentici, di voler testimoniare a qualunque costo la nostra fede, ma è stato importante anche nel momento del dolore profondo che improvvisamente è apparso nella nosta vita per qualcosa o qualcuno che ti è mancato in pochi istanti, forse è stato importante quando hai toccato il fondo con delle esperienze sballate che ti hanno buttato nell'angoscia e nella solitudine più nera, forse è stato importante quando hai dovuto ingoiare le lacrime per la rabbia di vedere che solo i furbi, i compromessi, i violenti, hanno le porte aperte davanti a loro quando tu macini fatica e sacrifici ogni giorno per realizzare almeno un piccolo sogno dei tanti che ti sono nati in cuore ! Si, perchè in quel preciso momento abbiamo urlato contro di lui, gli abbiamo chiesto i nostri infiniti perchè, abbiamo finalmente capito che se c'era un Dio, questo poteva essere solo una Persona e non tante chiacchiere o tante formule, qualcuno che poteva sentirti, che poteva accogliere le tue lacrime, che poteva ascoltare la tua angoscia e la tua disperazione standoti accanto come nessun altro poteva fare. Spesso nella vita l'esperienza che noi facciamo dentro noi stessi del nostro rapporto con Dio passa in modo prepotente da questa strada e quando sembra che niente cambi nel sentirlo accanto o nel farne tranquillamente a meno ci rendiamo conto che la nostalgia e il bisogno di... conoscerlo ci appartiene e niente e nessuno potrà cancellarlo. E' per questo che un fiore in primavera ci apre alla gioia di un inverno lasciato alle spalle, è per questo che gli occhi di un bambino ci riempiono il cuore di pace, ed è per questo che un rapporto vero d'amicizia con gli altri , inevitabilmente ti parla di Lui. Ciao!
come potrei conoscerTi?
Tu l'Essere
che nessun sole ha visto nascere
Tu il cui nome è IO SONO!
Tu, Colui che è
prima di ogni inizio.
Ombra
gioco della Luce
il sole cancella
il chiarore della lampada.
Rivolgi verso di Te
il mio essere effimero
allora io conoscerò
nella Tua luce il mio nulla
nel mio nulla, o Padre
il Tuo amore!" ( J.Vuaillat, Sentieri)
Ciao! Domenica prossima nella nostra parrocchia alcuni ragazzi riceveranno il sacramento della Cresima. Ed io voglio dedicare a loro queste righe. Spesso i genitori e i catechisti vengono al monastero a chiederci preghiere perchè...dopo lo Spirito c'è la fuga a gambe levate dalla chiesa, dal rapporto con il Signore, dall'amicizia con gli stessi educatori, ci sono le scelte della libertà finalmente conquistata: ora non sono più obbligato ad andare al catechismo, ora posso andarmene in giro con gli amici senza che i miei genitori e il prete...mi assillino con le loro prediche! Beh, confesso che l'ho fatto anch'io...a suo tempo! Credo che questa sia la cosa più normale che accada ad un giovane quando un rapporto così importante è vissuto come un qualcosa di imposto, come un obbligo morale da raggiungere a tutti i costi, anche se solo per la faccia da esporre ai giudizi vari di parenti, amici e conoscenti. Ma quanto si può dire di aver conosciuto il Signore negli anni della nostra giovinezza e adolescenza, quante esperienze e testimonianze hanno davvero inciso profondamente in noi da farci ritrovare la strada di una Casa ...dopo la fuga? Nella vita di ciascuno di noi, quando nasce un rapporto importante con qualcuno, anche se poi ci sono momenti di buio, di sofferenza e di incomprensione, resta sempre un qualcosa che ci appartiene, che in fondo al nostro cuore ci parla ancora anche a distanza di tantissimi anni. Forse il nostro rapporto con Dio è stato importante, non solo nei giorni in cui abbiamo ricevuto i sacramenti, non solo nel giorno in cui abbiamo fatto una festa o abbiamo scritto, magari ad una zia monaca, con entusiasmo e speranza, la nostra volontà di volere essere cristiani autentici, di voler testimoniare a qualunque costo la nostra fede, ma è stato importante anche nel momento del dolore profondo che improvvisamente è apparso nella nosta vita per qualcosa o qualcuno che ti è mancato in pochi istanti, forse è stato importante quando hai toccato il fondo con delle esperienze sballate che ti hanno buttato nell'angoscia e nella solitudine più nera, forse è stato importante quando hai dovuto ingoiare le lacrime per la rabbia di vedere che solo i furbi, i compromessi, i violenti, hanno le porte aperte davanti a loro quando tu macini fatica e sacrifici ogni giorno per realizzare almeno un piccolo sogno dei tanti che ti sono nati in cuore ! Si, perchè in quel preciso momento abbiamo urlato contro di lui, gli abbiamo chiesto i nostri infiniti perchè, abbiamo finalmente capito che se c'era un Dio, questo poteva essere solo una Persona e non tante chiacchiere o tante formule, qualcuno che poteva sentirti, che poteva accogliere le tue lacrime, che poteva ascoltare la tua angoscia e la tua disperazione standoti accanto come nessun altro poteva fare. Spesso nella vita l'esperienza che noi facciamo dentro noi stessi del nostro rapporto con Dio passa in modo prepotente da questa strada e quando sembra che niente cambi nel sentirlo accanto o nel farne tranquillamente a meno ci rendiamo conto che la nostalgia e il bisogno di... conoscerlo ci appartiene e niente e nessuno potrà cancellarlo. E' per questo che un fiore in primavera ci apre alla gioia di un inverno lasciato alle spalle, è per questo che gli occhi di un bambino ci riempiono il cuore di pace, ed è per questo che un rapporto vero d'amicizia con gli altri , inevitabilmente ti parla di Lui. Ciao!
25/12/09
Vieni Signore a portare il sorriso di Dio all'uomo, alle donne e soprattutto ai bambini!
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