SKIPE

13/06/08

C'è bisogno di sole!

Un mio vecchio padre spirituale diceva che nei conventi, sia di frati che di monache, ci sono due categorie di persone : i fissati e gli spostati! I fissati sono quelli che non vogliono mai cambiare nulla, che si sentono i paladini del "si è sempre fatto così", del fatto che se è andato bene per chi li ha preceduti deve continuare ad andare bene anche per le generazioni seguenti in eterno o quasi, che difficilmente riescono ad accettare un cambio di convento o di ufficio, che non vedono di buon occhio le novità della chiesa...conciliari o meno, o se le devono proprio accettare le fissano dentro nuove regole senza entrare dentro lo spirito che le anima. Gli spostati sono quelli che non riescono ad avere radici, che sono sempre inquieti, perché qualsiasi cosa decidi non va mai loro bene, che di regole non ne voglino proprio sentire parlare anche se le hanno liberamente scelte e volute, che cercano sempre una novità che in qualche modo rompa la quotidianità, non importa se non serve a nulla, basta che ci sia qualcosa di diverso dal giorno prima; ma sono anche quelli che sono più disponibili ad un cambiamento di servizi nella comunità, che sono adatti a fare tutto perché per il gusto della novità hanno imparato a fare di tutto e di più, che hanno più fiducia e speranza nei cambiamenti altrui anche a costo di restare delusi e di pagarne il prezzo in caso di fiasco clamoroso. Sono decisamente più accoglienti nei confronti del diverso, sia umano che materiale e non hanno paura di vedersi mancare il terreno sotto i piedi al primo temporale che si presenta all'orizzonte. Ma spesso non hanno punti fermi nella loro vita sia di fede che di relazione per cui quando i temporali sono un po' più violenti degli altri, c'è un crollo devastante dentro e fuori di loro. Siamo tutti un po' fissati e spostati ma dove trovare un equilibrio che ci renda un po' meno fissati e un po' meno squilibrati? In questi giorni la natura ci sta dando una vera lezione anche se non sappiamo se per colpa nostra e dei nostri danni fatti all'equilibrio della creazione, o se davvero in Italia sta modificandosi qualcosa nel nostro clima: certo è che siamo così abituati ad avere sempre il sole da maggio a settembre che scalda e brucia sopra le nostre teste che questa pioggia ci ha proprio preso a noia! C'è bisogno di sole, di caldo, di equilibrio, dentro e fuori di noi e visto che non possiamo imporlo con una bacchetta magica, cerchiamo almeno di aspettarlo ogni giorno, sperando che sia il giorno giusto, con la speranza che prima o poi, il nostro fratello Sole illuminerà e riscalderà la nostra giornata. Ciao!

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