19/12/10

Io ho un sogno! Io ho davanti a me un sogno! Io ho un sogno, OGGI!

Buon giorno! Sotto la neve, con il cuore e lo sguardo folgorato da uno spettacolo che mi lascia ogni volta senza fiato, apro questa pagina per raggiungervi tutti in questo nuovo Natale che il Signore ci dona ancora una volta nella nostra vita. In questi giorni mi è risuonata fortissima nel cuore questa parola che Martin Luther King lasciò al suo popolo e al mondo intero nel 1963.Il suo era un sogno di libertà, di fraternità, di uguaglianza, di condivisione fra i popoli, di una nuova umanità.  Nei Vangeli e in tutta la Scrittura si parla spesso del sogno, di sogni che vengono realizzati, di sogni che aiutano nelle scelte da fare, di sogni di popoli e di re, di sogni che annunciano la Vita. Pensando agli auguri che avrei inviato anche quest'anno a tutti coloro che amo, parenti, amici miei o della comunità, a tante persone che si fermano su questa finestra aperta sul mondo, mi sono chiesta se era giusto fare ancora degli auguri di natale o se anche io, come monaca, come persona che agli occhi di tanta gente sono più vicina a Dio, avevo smesso di sognare, di credere in un sogno, se avevo ancora un sogno oggi. Perché un Natale senza sogni non è Natale. Un Natale uguale a ieri, un Natale senza speranza, un Natale ucciso da i mille Erode che anche oggi si affacciano sul mondo, non è Natale. Ed è questa la sensazione che si ha ogni qualvolta ti arriva una notizia, non più nuova, ma tristemente ricorrente, dell'ennesimo fatto di cronaca, dell'ennesima guerra, dell'ennesima disputa politica o dell'immenso disastro naturale che in pochi secondi butta all'aria la vita di milioni di persone mentre il mondo continua a girare i negozi per scegliere i regali di natale! Ma quale Natale vogliamo festeggiare? Ma perché lo facciamo? Ma siamo sicuri di averne proprio bisogno? Ma non se ne potrebbe fare a meno almeno per un anno per vedere se l'anno successivo ci è mancato qualcosa o se andava bene lo stesso? Forse sarebbe un disastro economico per chi vende gli alberi, le luci, e le mille piccole e grandi cose che stupendamente ci affascinano nelle vetrine delle nostre città. Non tutti hanno un biglietto della lotteria vincente in tasca e la vita è dura quando bisogna affrontarla senza sicurezze economiche e con poche risorse umane che la malattia o la mancanza degli affetti può metterci davanti. Ma celebrare, far festa a Natale senza sogni è sbagliare indirizzo prima ancora di mettersi per strada. Ed io voglio regalare a chi mi ama e anche a chi sono indifferente, a chi mi conosce e a chi vive bene a questo mondo anche senza di me, il mio sogno, il mio sogno di oggi.  I have dream perchè Il Signore è nato nella mia vita tanto tempo fa, ma anche perché quel sogno è nato nel mio cuore grazie al sogno di tanta gente che ho incontrato e che ha fatto la strada insieme con me tra mille fallimenti, tra mille delusioni, tra milioni di incertezze e contraddizioni, ma anche tra piccole gioie, tra piccole briciole di un nuovo seme che germoglia e spunta sotto la neve o sotto il fango e il cemento. Oggi vedo pochi giovani intorno a me capaci di sognare e di lottare per il sogno che Martin Luther King e non solo Lui ha gridato al mondo.  Oggi vedo uomini e donne tristi perché l'amore non è più uno splendido sogno, ma un pacco regalo che a volte piace e a volte no, lo apri e se non va bene lo sposti in cantina, finché non arriverà un altro pacco giusto per andare avanti giorno dopo giorno e sentirsi meno soli a questo mondo! Oggi nella Chiesa ci sono pochi sogni, un po' di ecumenismo, un po di attenzione ai poveri, un po' di attività estive per i ragazzi...ma c'è invece una grande preoccupazione che angoscia: non ci sono vocazioni, non ci sono più giovani che desiderano entrare in seminario o in monastero, stiamo invecchiando e l'unica preoccupazione è...cosa sarà di noi???   Ma il sogno della Pentecoste, il sogno del fuoco che Gesù è venuto a portare dov'è finito? Mi dispiace, ma non ci sto! Io voglio riprendermi il mio sogno! Io, il sogno di gente che si gioca la vita per la Buona Novella che questo splendido Figlio di Dio è venuto a portarci lo tengo ancora stretto nel mio cuore perché so che questo sogno realizzerà la pace, realizzerà la gioia, darà speranza e fiducia, renderà capaci di amore vero, di accoglienza, di condivisione, renderà giovani e meno giovani pronti a partire per tutti i confini della terrà per condividere un esistenza piena di senso dove il lavoro non mancherà mai e dal quale non sarai licenziato da nessuno perché ti farà sentire importante fosse solo per una decina  di bambini che ti sorridono per un paio di caramelle! Nel mio sogno c'è anche che il mio monastero  non chiuderà perché mancano le vocazioni ma sarà ancora un faro che illuminerà nel cammino della vita  chi lo vedrà sempre solo da lontano ma saprà di poter contare sulla vicinanza e la preghiera di tante donne e  tanti uomini che hanno realizzato il loro sogno di un piccolo e semplice vasetto di profumo spezzato ai piedi di un grande amore. Io continuo a sognare OGGI! Io continuerò sempre a sognare per voi, perché so che Lui realizzerà i nostri sogni. E voi? A natale puoi quello che nella vita non hai fatto mai, cantano i bambini! Si, a Natale affida i tuoi sogni al piccolo Bimbo che arriverà nella tua vita e nel tuo cuore. Ciao! Buon Natale e un forte abbraccio!

23/11/10

Un libro aperto

Il libro che vedete nella foto è un libro scritto da Santa Teresa d'Avila nel 1566. Vederne la foto mi ha emozionato perché  generalmente quando prendiamo in mano un libro dalla biblioteca o sopra un banco di libri, lo vediamo chiuso, in ordine in qualche scaffale insieme a tanti altri. Questo è aperto ed esposto in una grande sala nella biblioteca del  monastero  Escorial di Madrid.
Mi ha ricordato i funerali di Papa Giovanni Paolo II e il vangelo aperto che si sfogliava da solo sulla sua bara finché un colpo di vento l'ha chiuso definitivamente.
Un libro aperto mi parla della persona ancora prima di iniziare la lettura, mi sembra subito di vederla mentre lo scrive, è come se ci fossimo già incontrati da qualche parte, un po' come se da quei fogli uscisse un pezzo della sua vita e attraversasse la mia. Non è solo per il fatto che essendo Teresa la mia Madre fondatrice  sia normale per me provare interesse e attrazione verso quanto lei ci ha lasciato, ma è  proprio perché Teresa è un libro aperto dall'inizio della sua esperienza umana e religiosa fino alla fine che mi sento come attraversare da quelle pagine. Ho sempre pensato a quando si dice di qualcuno: è un libro aperto, puoi quasi leggergli dentro talmente è lineare, semplicemente vero dentro e fuori!  Mi ha sempre affascinato! E devo dire che ho anche sempre cercato di esserlo pur trovandomi in mezzo a mille difficoltà perché mi ha sempre ferito immensamente trovarmi davanti a persone doppie, delle quali non sai mai quello che pensano veramente, che fanno di tutto per nascondere le loro emozioni, le loro idee, i loro progetti anche quando intuiscono  che gli altri...sanno tutto o quasi tutto di loro! E nella vita s'incontrano spesso queste persone. E a volte mi spaventa di più quando un libro chiuso è un giovane, una giovane o un adolescente. Perché la giovinezza più di tutte le età dovrebbe spalancare il cuore verso la libertà, la verità, la bellezza e non verso la falsità, la doppiezza o il gioco meschino del nascondino. Ecco, vedendo questa foto ho sentito dentro di me Teresa ripetermi che la verità , tutta la verità del nostro esistere, patisce, ma non perisce.  E ho trovato uno stimolo in più per tentare di essere sempre aperta e sincera e per pregare il Signore perché anche gli altri, quelli che amo e che conosco e quelli che non conosco, possano arrivare a relazionarsi con tutti come un libro aperto. Sono sicura che ne vale la pena. Ciao!

17/11/10

Ciao piccolo Angelo!

Da tanti giorni volevo tornare su queste pagine e per tanti motivi che la vita quotidiana mi mette ogni giorno davanti, aspettavo. Mi dicevo che volevo riprendere a scrivere, che volevo continuare a camminare con voi e con Teresa in questi giorni di vita e di speranza anche attraverso questi piccoli flash che ogni tanto riuscivo a far uscire dalla clausura del mio monastero per attraversare la strada dei miei vicini di casa, la casa del mondo che Dio mi ha dato e che internet mi fa sentire proprio...dietro la porta! E così sono arrivata a questo pomeriggio quando per puro caso ho risposto io ad una telefonata. In genere risponde la mia Superiora.  La persona che chiamava desiderava parlare con una mia consorella che in quel momento non era in casa. La persona che chiamava era una mamma che conoscevo, che non aveva una vita facile...ma per delicatezza non le ho fatto capire di sapere molto di lei. Era in chiaro stato confusionale e mi diceva di comunicare alla mia consorella che suo figlio è morto. Si è impiccato questa mattina. Mi prende il panico. Conosco circa l'età dei sui figli. Il suo piccolo angelo, perchè è così che ormai lo voglio chiamare, aveva solo 11 anni! Mi sento come svenire, sento quel dolore così assurdo come un blocco di cemento armato che mi cade sulla testa. Non trovo le parole per dire  una qualunque parola di conforto, non voglio e non posso essere invadente dentro un immensa tragedia come questa che una mamma sta vivendo in quel momento ma al tempo stesso voglio stringere tra le braccia del mio cuore questo angelo e questa mamma. Quanto si deve essere sentito solo per arrivare a questo estremo saluto dalla vita! Quanto dolore deve avere accumulato dentro il suo piccolo cuore forse troppo piccolo per poter essere capace di portarne il peso? Non lo so. Ma so una cosa. Oggi, mio piccolo e grande uomo hai incontrato la gioia, oggi hai percorso un viale di luce dove hai incontrato un Padre che ti ha stretto tra le braccia e ti ha sussurrato all'orecchio che ogni paura e ogni angoscia è finita e che da oggi in poi potrai volare e potrai asciugare le lacrime della tua mamma  e del tuo papà e di tutti quelli che ti hanno amato. Ciao!
Per favore, piccolo angelo, stai vicino a tutti i bambini del mondo che come te, hanno sulle spalle dei pesi troppo grandi che noi adulti non ci accorgiamo di farvi portare. Un bacio!

29/09/10

Essere riconoscenti in umiltà e verità!

"Segno evidente che noi amiamo una persona è quando ricordiamo spesso il bene che ci ha fatto. Ora, se è lecito, ed anche molto meritorio, ricordarci che abbiamo l'essere da Dio, il quale ci trasse dal nulla e ci conserva nell'esistenza, e che prima ancora di crearci ha preparato per ciascuno di noi che viviamo i benefici della sua vita e della sua passione, perché non mi sarà pur lecito di riconoscere, vedere e considerare, con maggior frequenza che prima non usassi nelle mie vane conversazioni, quello che ora Egli mi dà, cioè, di non volermi occupare che di Lui? Ecco qui un gioiello. Ricordare che ci fu regalato e che ora è nostro, è forza che ci spinge ad amare il donatore. In questo è il frutto dell'orazione quando è fondata sull'umiltà." ( Vita 10,5) Continuando la lettura della vita di Santa Teresa mi ha colpito oggi questa riflessione che lei fa quando comincia a spiegare alle sue sorelle cosa vuol dire per lei pregare. Lei parla sempre e solo della sua esperienza personale, delle sue difficoltà e delle sue constatazioni nel suo cammino o nel cammino di coloro che più le sono vicini e cerca di esprimersi con una semplicità disarmante, facendo degli esempi che tutti noi possiamo capire. Oggi tanta gente parla della preghiera: ci sono le scuole di preghiera, i corsi sulla preghiera, libri e video che parlano della preghiera, tanti maestri di ogni religione insegnano chi a destra chi a sinistra un metodo di preghiera, una spiritualità da seguire per arrivare a pregare, delle formule da recitare o degli stili di vita da imitare. Tutto serve, direbbe San Paolo, purché si arrivi a lodare Dio! Ma io penso che a volte le cose più semplici si perdono di vista con più facilità. Ricordare con riconoscenza il bene che abbiamo ricevuto da una persona è una cosa naturale, ti nasce dentro senza accorgetene, vorresti poter ricambiare pur di far capire all'altro quanto lo ami e quanto sei grato per quel che ti ha dato. Ma a volte ci si sente inadeguati, anche quando un dono si ricambia non è mai così grande e così bello come quello che si è ricevuto. L'amore vero, l'amicizia vera, la preghiera vera nasce, cresce e vive di questa capacità di ricevere un dono e di esserne grati. Per questo Teresa parla di umiltà: quando pensiamo che tutto ci sia dovuto, che la vita che abbiamo ricevuto e che riceviamo nella quotidianità delle nostre giornate sia un nostro diritto, quando non siamo più capaci di riconoscere nel nostro cuore che qualcuno ha riempito di bene la nostra vita e restiamo chiusi nell'amarezza di chi non si accorge nemmeno di essere amato allora è difficile tutto. La relazione con Dio e con gli altri che Teresa ha vissuto è esplosa quando ha cominciato ad avere un cuore pieno di gratitudine. Era riconoscente con tutti anche per il dono di una semplice sardina...quando la provvidenza mandava solo quella per cena! Ciao

Dopo due anni!

Sono stata ancora in questa basilica. Ancora una volta ho avuto la gioia di partecipare ad un corso di formazione con le mie consorelle di tutta l'Italia e prima di andar via da Grottaferrata per ritornare nei nostri monasteri abbiamo condiviso un momento di preghiera con i nostri fratelli ortodossi che celebravano una loro grande festa, quella di San Nilo. Non potendo fissare con le foto la ricchezza della celebrazione dei loro Vespri, ho solo cercato di fermarmi negli occhi e nel cuore questa imponente abbazia che da più di mille anni accoglie tra le sue mura la lode di Dio che tanti monaci di ogni età e di ogni provenienza celebrano con la loro donazione e vocazione.  In questi momenti, più che mai  mi sento parte di un immenso popolo che ha la gioia di intravedere con gli occhi dell'anima l'immensa festa che al termine di questo viaggio terreno potremo celebrare con la Trinità senza divisioni e senza più limiti e distinzioni di popoli e lingue e razze e religioni. Aspetto quel giorno, come Giobbe che in queste settimane ci ha accompagnato nella liturgia, sicura che alla fine, senza la mia carne, vedrò Dio! E mando un bacio a Chiara Luce che con la bellezza dei suoi anni e del suo incontro con Gesù ha ancora una volta testimoniato che in Lui e con Lui e per Lui questa è la più splendida vita che possiamo cantare e vivere.  Buona giornata con tutti gli angeli del cielo:  oggi è la loro festa, loro ci accompagnano e ci indicano una strada e con le loro indicazioni non troviamo mai strade con il divieto di accesso!Auguri dunque a tutti i Gabriele e Gabriella, Michele e Michela e Rafaele e Rafaella che passano da questo blog! Ciao!